Le tecniche

Acquerello

Tecnica pittorica che usa pigmenti sciolti nell'acqua, legati da sostanze come la gomma arabica e precedentemente trattati con glicerina. Il colore viene di solito diluito in modo da lasciar trasparire la superficie su cui si dipinge, in genere carta trattata con ammoniaca. Vengono cioè usati in stesure molto liquide e trasparenti. Nell'impasto si rinuncia totalmente al bianco come componente per ottenere tonalità di colore chiare e coprenti. In tale tecnica infatti, il massimo della luminosità è rappresentato dal fondo del supporto e la stesura del colore corrisponde a un continuo scalare verso le tonalità più scure e intense. Le gradazioni tonali vengono ottenute sovrapponendo più strati di colore. L'acquerello si presta bene alla creazione di effetti atmosferici e fu molto usato dai paesaggisti inglesi del diciottesimo e diciannovesimo secolo come John Robert Cozens e J.M.W. Turner.

Acrilico

I colori acrilici sono sostanzialmente delle tempere magre, solubili in acqua, che invece dei leganti organici, come la tempera all'uovo ad esempio, contengono alcuni leganti sintetici a base acrilica. Questo colore sintetico fu usato per la prima volta negli anni Quaranta. Può essere impiegato per una varietà di effetti che vanno dalle sottili velature alle spesse pennellate. Combina alcune fra le migliori proprietà della pittura a olio e dell'acquerello. E’ infatti di rapida essiccazione e di resa assai brillante. I vantaggi rispetto a quest'ultimo non sono da sottovalutare asciuga i tempi assai ridotti e nel caso di una pittura per stesura, permette di accorciare moltissimo i tempi di lavoro. Trattandosi di un colore più magro, è più delicato infatti si riga facilmente ed ha gamme di colore generalmente più fredde e meno ricche dell'olio.

Affresco

La pittura affresco, più comunemente definita "affresco" è così chiamata perché viene eseguita su un intonaco di malta, sabbia e calce, fresca, cioè sufficientemente saturo d'acqua. I colori sono costituiti da pigmenti che non contengono alcun fissativo, ma vengono mescolati al latte di calce e una volta stesi sulla malta, si incorporano strettamente con il loro supporto di cemento. La tecnica richiede una notevole velocità di esecuzione e le eventuali correzioni devono essere effettuate a secco, ma in questo caso il colore non è assorbito dall'intonaco come nel vero affresco. Gli affreschi sono più adatti al clima secco e furono largamente impiegati in Italia dal tardo Medioevo al diciottesimo secolo.

Carboncino e sanguigna

E' una delle tecniche più antiche del disegno. Carboncino o fusaggine: sono rametti bruciati e tramutati in carbone, quindi di tonalità nera molto morbidi al tratto, sono venduti di varie misure e singolarmente. Carboncino pressato: sono stiletti pressati e squadrati, dalla punta larga,difficili da usare per le linee,ma utili per riempire vaste zone con toni decisi. Matita a carboncino : matita con mina di carbone di varie misure. Il carboncino viene usato su carta leggermente ruvida e alla fine del disegno, si consiglia di spruzzare un fissativo, infatti tende a polverizzare e macchiare il resto del disegno, quindi attenzione anche a non appoggiare la mano sul foglio, dove avete disegnato, a meno che non si voglia ottenere un effetto sfumato, magari utilizzando la punta delle dita.

China, inchiostri e penne

L'inchiostro di china ha origine in tempi molto antichi. Può essere steso con il pennino o il pennello. E' un composto di nerofumo e gommalacca. Si presenta in tavolette solide da sciogliere in acqua e in forma liquida.I primi inchiostri derivanti da fuliggine e leganti gommosi, furono fabbricati anticamente in Cina, oggi i disegnatori prediligono l'inchiostro di china, una soluzione gommosa, composta da nero fumo e gomma lacca, è eccellente per disegni geometrici, ma è usato anche dai disegnatori di fumetti. Le penne sono state usate per disegnare fin dal medioevo, con l'inchiostro si ottiene una linea più decisa. Venivano usate le penne d'oca e le cannucce di bambù da immergere nel calamaio con l'inchiostro, mentre adesso è possibile avere penne a china con serbatoi o usare le stilografiche.Variante moderna sono i pennarelli, con il pennino di nylon o di martora, ve ne sono di tutti i tratti dal fine come un pennino, alla punta larga come i grandi pennarelli indelebili. Si riescono a creare effetti assai precisi e puliti, a tale scopo vengono usati nei lavori grafici e rifiniture di progetti.

Guazzo

Il guazzo, o gouche alla francese, appartiene alla grande famiglia delle pitture a colla, solubili con l'acqua. E’ costituito da pigmenti tenuti insieme da gomma arabica; i toni più chiari si ottengono con l'aggiunta di biacca. Può considerarsi una specie di variante della tempera, e di fatto i due termini sono usati a volte come sinonimi. In realtà ne risulta una sorta di acquarello opaco. In questo differisce dall'acquarello trasparente, dove i colori si possono schiarire con la semplice aggiunta di acqua. La superficie spessa del guazzo può offrire gli stessi effetti della pittura a olio, ma presenta l'inconveniente che i colori, una volta asciutti, diventano più chiari di come appaiono durante l'applicazione. Essendo versatile sia nelle stesure piatte sia nei tocchi vivaci, è il mezzo ideale per studiare in piccolo l'impianto cromatico di un dipinto, da solo o in associazione con altre tecniche

Pastello

Materiale da disegno consistente in bastoncini di pigmenti tenuti insieme da resina o gomma. Adoperati senza l'ausilio di pennelli, quasi sempre stesi con le dita, i pastelli trovano nelle mani degli artisti il miglior mezzo per la loro stesura. Ma la natura terrosa del pastello comporta un rapido deterioramento del prodotto finito, se non viene adeguatamente protetto.La parte centrale della matita di legno è chiamata mina, ed è composta da un insieme di argilla e graffite, sono indicate per convezione con la B, quelle morbide, le H con la mina dura. Possono essere di legno a pasta colorata, i pastelli, o stiletti di cera colorata, i pastelli a cera. Lasciano una grande libertà d'azione, sia per la leggerezza del materiale, molto maneggevole a confronto del pennello, che per la facilità nel distribuire il colore. Si usa in genere su carta e consente una varietà di effetti, da linee nitide a morbide ombreggiature. La carta ha una grande importanza per la resa del proprio lavoro, differisce nella ruvidità e nella grammatura. Una maggiore ruvidità crea un effetto più materico se vogliamo, mentre se liscia la carta permette una migliore definizione dei particolari. Il pastello nasce in Italia nel sedicesimo secolo, limitato a soli tre colori: bianco, nero e rosso terracotta. Il Settecento fu il secolo d'oro del pastello, soprattutto in Francia, dove questa tecnica, "fragile come le ali di una farfalla", applicata alla ritrattistica ebbe un grande successo sociale: re, cortigiani, aristocratici, ricchi borghesi, intellettuali "illuminati" cercarono sovente la propria immortalità in un ritratto a pastello. Il suo momento di splendore fu nel diciottesimo secolo, nell'ambito della ritrattistica, e tornò di moda nel diciannovesimo secolo con le opere degli impressionisti. Oggi i pastelli secco, a olio, a cera sono purtroppo spesso considerati tecniche sussidiarie ad altre considerate magari più fondanti.

Pittura a olio

Il suo componente principale è l'olio di lino e conferisce caratteristiche di luminosità, opacità, trasparenza, elasticità, sottigliezza nelle mescolanze, corpo, in grado di soddisfare le esigenze di ogni artista. Rispetto ad altri mezzi pittorici oggi a disposizione, l'olio si distingue per duttilità e polivalenza. La tecnica all'olio appartiene senza dubbio alla tradizione della storia della pittura ed è allo stesso tempo sinonimo di modernità e di evoluzione nel corso della storia dell'arte. Per quanto non si sappia con precisione quando i colori a olio apparvero per la prima volta, si hanno prove della loro esistenza nelle Fiandre del XIV sec. Uno dei primi artisti ad utilizzare tale tecnica, fu il pittore fiammingo Jan Van Eyck (1390-1441). In Italia, ebbe il suo massimo sviluppo ed utilizzo nel periodo rinascimentale. Da allora, fino ai giorni nostri, con l'evolversi delle varie tendenze artistiche, l'olio si è imposto in modo definitivo sulle tavolozze di tutti gli artisti indipendentemente dallo stile usato diventando una delle più importanti tecniche artistiche.

Rilievo

Il rilievo è una forma di transizione tra la pittura e la scultura a tuttotondo. E’ una scultura aderente ad un piano di fondo dal quale si stacca con lieve sporgenza. Probabilmente ha avuto origine dai graffiti preistorici ed infatti risulta essere una delle prime forme di scultura. L’argilla e il legno sono stati i primi materiali impiegati proprio per la grande facilità di modellazione ed intaglio. Con la pittura condivide la composizione, la prospettiva e l’effetto luce-ombra. Le figure e gli oggetti in rilievo sono generalmente realizzati con lo stesso materiale dello sfondo, benché ci siano eccezioni a questa regola nell’arte decorativa greca, cinese e giapponese. Oggi la scultura in rilievo è suddivisa in diverse tipologie in base alla variabile profondità. L’altorilievo : le figure emergono interamente o quasi dalla superficie del blocco nel quale sono scolpite o modellate, assumendo una piena o quasi rotondità. Tra i migliori esempi abbiamo le Metopi del Partenone conservate al British Museum di Londra. Il bassorilievo : è una forma di superficie ornamentale di lieve emergenza della materia. L’esemplare più conosciuto è il fregio decorativo della cella del Partenone. Lo schiacciato (stiacciato) : è il tipo più basso di rilievo, un rilievo appiattito. Emerge scarsamente dalla superficie nella quale è scavato, rappresentando principalmente un’arte di delicati segni e linee. I contorni delle figure sono finemente incisi. L’Assunzione del monumento Brancacci di Donatello, è uno dei migliori esempi.

Tempera

I colori venivano estratti nell'antichità da piante e minerali ridotti in polvere, mischiati ad acqua o a uovo, si dipingeva con pennelli di peli di bue su tavole di legno preparate a gesso, o sul muro intonacato. Si ebbe il passaggio all'affresco con Giotto, ovvero usava dipingere su pareti con l'intonaco ancora fresco.La tecnica iniziò a perfezionarsi, un esempio sono le opere di pittori fiamminghi. Adesso non dobbiamo più impastare manualmente le polveri, esistono infatti tubetti di plastica o alluminio disponibili in molti colori. Le tempere ad acqua o acrilico: sono pigmenti impastati con leganti gommosi solubili in acqua, sono facili da usare e pulibili facilmente, si possono usare per velature,ovvero stendendo più mani del colore diluito, si usano su carta ruvida. Gli acrilici hanno una consistenza più coprente, ma possono essere mischiati alle tempere. Le tempere a olio: sono pigmenti mischiati ad oli vegetali o chimici e sono idrorepellenti, per diluirli occorre usare trementina, acqua ragia e olio di lino. Sono molto coprenti e pastosi e si usano su tela di lino preparata con gesso.

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